ALI
di Elisa Della Scala
Da un po’ di tempo ormai viveva senza un tetto sulla testa e, anche se manteneva un
aspetto pulito e dignitoso, solo per questo era diventato invisibile e intoccabile agli
occhi del mondo. La gente normale lo evitava; e lui se n’era accorto, eccome…
Ma non gli dispiaceva affatto. Anzi, era un vantaggio non da poco per il suo piano!
S'era insediato in un angolo tranquillo alla periferia della Capitale, dove sarebbe
rimasto fino a consumare tutti gli ultimi giorni che gli restavano.
In santa pace, e in libertà.
Anche quel venerdì sera, alle 20.30 in punto, si piazzò di fronte ai televisori ultrapiatti
del Saturn, al Centro Commerciale, senza che nemmeno la guardia giurata avesse il
minimo interesse a chiedergli che cosa cavolo ci facesse lì tutte le settimane.
Se ne stava impalato davanti al terzo canale, quando finalmente partì la sigla della
trasmissione che attendeva trepidante: Chi l'ha visto.
E dire che era stata proprio Suor Angelica a scatenargli questa morbosa passione
vouyeristica, da quando l'avevano rinchiuso in quel posto per poi dimenticarselo del
tutto. E lui c'aveva preso davvero gusto, tanto di quel gusto che ormai, dopo otto
puntate da quando se l'era data a gambe, c'era rimasto proprio male di non essere
stato ancora citato in uno di quegli appelli accorati.
…O forse lo avevano già fatto e s’era perso la puntata più importante della sua vita?
Guardò il vecchio Eberhard al polso: le 21.35. Poco meno di mezz’ora alla chiusura del
Centro Commerciale, e ancora nulla.
Stava per perdere di nuovo le speranze quando accennarono brevemente al caso
successivo, per poi mandare la pubblicità. Ma questa volta, chissà perché, ebbe la
netta sensazione che il suo Momento fosse finalmente arrivato!
Attese pazientemente riempiendosi gli occhi di pannolini, mulini bianchi e bucati senza
strap. Poi di nuovo la sigla e nemmeno il tempo di sturare i timpani che eccolo lì, il suo
nome in dolby sorround, nome e cognome, e il suo bel faccione formato fototessera che
invadeva tutto lo schermo.
Gli scappò una grassa risata, ma la trattenne: non era proprio il caso di passare per
scemo e farsi sbattere fuori dalla guardia. Eh no, quello era il Momento che lui
aspettava da anni: finalmente in televisione, finalmente dopo una vita qualunque ce
l'aveva fatta ad essere Qualcuno… ad essere il Protagonista!
La voce melodiosa della bionda conduttrice annunciò il servizio e le telecamere si
precipitarono immediatamente oltre le porte dell'ospizio. Eccola lì quella tiranna di Suor
Angelica, che implorava il pubblico di riacciuffarlo dandogli addirittura del rincoglionito
afflitto da demenza senile. Demenza senile? …puah! Altro che Marlon Brando, lui sì
che sapeva recitare! …e che soddisfazione, quei cinque minuti di celebrità!
Li aveva proprio infinocchiati tutti, e adesso soffocava a stento le risate d'orgoglio
pensando all'ansia della monaca per la retta che non sarebbe più stata pagata da quel
senzapalle di suo nipote. Una vita sprecata a raddrizzare un invertebrato, che per tutta
riconoscenza lo aveva ripagato con un parcheggio!
Dopo qualche minuto di filippica passarono proprio a quel rammollito, che implorava
senza troppa convinzione il ritorno del nonnino adorato. Non veniva bene nemmeno in
video, tanto era moscio: mica come lui, che con una semplice fototessera di vent'anni
anni prima aveva bucato lo schermo!
Nonostante tutto, un briciolo di tenerezza gli sciolse il cuore. In fin dei conti gli aveva
voluto bene come a un figlio… come a quel figlio che lo aveva lasciato così, così
maledettamente presto…
Ma esitò giusto un attimo: lui non l’aveva fatto solo per la televisione…
Istintivamente alzò il pugno stretto al cielo. Nulla poteva ripagare la libertà che s'era
guadagnato! Magari anche morire di stenti senza un tetto sulla testa, col diabete che
insieme alle cataratte gli stava già consumando la vista. Ma avrebbe almeno regalato il
suo ultimo sguardo alle stelle, in quell'angolo della Capitale. E sarebbe spirato così,
come aveva sempre voluto: solo di fronte all'ignoto, senza l'ipocrisia di nessuno con cui
condividere la paura…
Un attimo di distrazione e zac! aveva trovato la gabbia aperta e se l'era data a gambe.
E mai avrebbe pensato che sarebbe stato così facile sparire nell’indifferenza della
gente.
Nessuno gli aveva più rivolto parola, nessuno lo aveva più guardato. Erano passati più
di due mesi da quando era evaso, e più di 600 km da quella maledetta prigione. E poi
quella foto era vecchia di vent'anni, e lui ormai irriconoscibile: nessuno lo avrebbe più
ritrovato...
Nessuno?
Un ricordo gli fulminò la mente come un lampo.
Qualche giorno prima, mentre si allacciava le scarpe, una ragazza gentile gli s’era
inspiegabilmente avvicinata. Gli aveva chiesto se aveva bisogno di qualcosa, ma lui
aveva subito rigidamente negato.
Poi, però, s'era concesso il lusso di raccontare un'innocente storiella… così, magari per
il gusto di un contatto umano vero… di quelli che non gli capitavano dai tempi in cui
faceva gli scherzi alle monache per passare per rimbambito!
S'era magistralmente calato nei panni di un clandestino fuggito da Istambul, laggiù in
Tunisia, per scappare alla guerra e alla povertà. E quella piccola ingenua e burrosa gli
aveva pure allungato 20 euro che, vabbè, magari era stato un po' disonesto, ma in fin
dei conti lei portava occhiali di marca e gioielli d'argento… e forse quei soldi non erano
poi tutto questo sacrificio, in confronto alla grana che lui si era sudato per anni
spaccandosi la schiena allo smorzo!
Insomma, era stata solo una bugia innocente. Ma entrambi ci avevano guadagnato un
quarto d'ora commovente ed una giornata diversa. E lui quei 20 euro di più che non
aveva ancora trovato il modo degno di spendere, visto che meritavano tutto il suo
rispetto.
Proprio lei lo avrebbe tradito?
Un brivido gli corse lungo la spina dorsale. In quel momento rimase lì, inchiodato
davanti allo schermo, mentre lo squillo del telefono in studio lo riportava alla realtà…
E fino a quel momento lei stava mettendo lo smalto rosso alle unghie, in sottofondo il
suo programma preferito e nella testa ancora fresco il ricordo dello strano ed inconsulto
gesto che aveva compiuto appena qualche giorno prima.
I 20 euro della benzina andati in fumo... così, senza pensarci... solo perché un paio di
occhi anziani l'avevano commossa... e non riteneva giusto che una persona di quella
età non potesse avere la dignità di un tetto sulla testa solo perché era un clandestino…
fuggito da un’esistenza infelice...
Alzò lo sguardo per caso e ritrovò quegli occhi inconfondibili in una fototessera a tutto
schermo. Inconfondibili sì, anche se senza cataratta e velo di tristezza. Lei era
fisionomista, lo faceva di mestiere: figurati se avrebbe potuto sbagliare!
Ma guarda... Alì...
Strozzò quelle parole sulle labbra un secondo prima che lo chiamassero Giuseppe
Colapicchioni, e che gli dessero del rincoglionito scomparso da un ospizio per anziani
della provincia di Crotone. Quindi si precipitò al telefono e compose il numero verde.
Lasciò squillare un paio di volte e, mentre aspettava la linea, oltretutto ripensò al volo
che forse Istambul non si trovava in Tunisia.
Poi sorrise, e si decise a riattaccare.
Il suo Alì era un tipo sin troppo sveglio... e a volte la libertà è proprio il diritto di darsela
a gambe da una vita come quella!
Add New Comment