Bergamo: La città storica non è una tavolozza-colori
La città è sempre stata luogo di civiltà, di identità sociale, di attività economica e di scambi culturali oltre che
commerciali. Una società si rappresenta nelle sedi istituzionali cittadine, gli artisti si ritrovano nei circoli, nei
musei cittadini, le fiere sono eventi che portano alla ribalta i prodotti "della città" e solo successivamente del
suo
territorio.
La
città
è
ancora
luogo
di
centralità,
di
saperi
civici.
Nei secoli troviamo rappresentata la città attraverso vedute prospettiche d'insieme che ne evidenziano lo
skyline e spesso anche particolari riconoscibili. In tali vedute si possono talvolta riconoscere nel dettaglio
particolari edifici con le loro caratteristiche. Esiste tutto un genere di pittura che si occupa di
rappresentazione della città; attraverso queste rappresentazioni è possibile ricostruire l'aspetto di una città in
una determinata epoca.
Quando un'Amministrazione comunale affida ad un solo artista il compito di definire le scelte cromatiche di
intere parti di città si verifica una sorta di abdicazione del proprio ruolo di controllo e gestione dello spazio
urbano. Se poi l'artista che si fa carico di tale investitura non si dota di strumenti multidisciplinari ma usa solo
la propria sensibilità, allora si verifica addirittura un'inversione. Un'inversione perchè l'artista usa lo spazio
urbano come la tela del suo quadro, come supporto delle sue personali preferenze cromatiche, della sua
personale poetica. Non rappresenta più la città attraverso i propri strumenti artistici, ma trasforma la scena
urbana trattandola come l'ambito "bidimensionale" del suo quadro, per celebrare i propri concetti di colore, i
propri canoni di accostamento cromatico. Ora mi sembra questo un atteggiamento presuntuoso, limitante,
magari originale, ma per nulla rispettoso della realtà storica e contemporanea degli spazi urbani. E' stato ciò
che è avvenuto a Bergamo a partire dagli anni ottanta, quando un'amministrazione, anzichè varare studi e
strumenti di analisi storico-ambientale, ha preferito affidare ad un artista seppur di provata qualità, il
"governo" dei colori della città storica, in particolare nei suoi borghi.
Un'esperienza che oggi lascia spazio ad un diverso approccio che speriamo dia buoni frutti con il piano del
colore per la città storica, in termini di conservazione della realtà materica oltre che figurativa dei manufatti
antichi che, con le loro facciate, determinano la qualità dello spazio urbano.
Luca Zigrino - 7 giugno 2010 lucazigrinoarchitetto.splinder.com
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