io sono
L’io si osserva nelle sue modalità di consumo. Un viaggio in Italia
Scatti spontanei
del consumatore
io vivo
INTRO
attraverso MMS
Io sono... IO VIVO
L’io si osserva nelle sue modalità di
consumo. Un viaggio in Italia.
R e a l i z z a t o d a M A K A D A M _ E m a g e .
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IO VIVO:
io e il cibo, io e il bere, io e il
dormire, io e il lavoro, io e la
musica, io e la scrittura, io e gli
amici, io e il cinema, io e il
calcio, io e il mare, io e la spesa,
io e la banca, io e il telefono, io
e l’auto, io e la casa, io e il
bucato, io e la vacanza, io e
il metrò, tram, bus...
io vivo!
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Prefazione di Enrico Finzi
sociologo, presidente di Astra Ricerche e della TP.
Perché la comunicazione di massa è sempre meno efficace?
I motivi sono tanti, ma uno merita di essere ricordato su tutti:
é la società di massa a non esistere più, così come non si
può più parlare di ‘noi’, di ‘voi’, di ‘loro’.
Un noto antropologo australiano, Eugene Beauty, ha parlato
della nostra come della “società degli ii”, ossia della
collettività complessa ove ciascuno di noi è e si sente una
individualità distinta rispetto a qualunque altra. Certo,
esistono fenomeni che accomunano migliaia o milioni di
individui, ma solo per un aspetto, mentre per tanti altri aspetti
quegli stessi “ii” si differenziano in maniere a loro volta
variegatissime.
Ma c’é di più: la definizione dell’identità, di per sé plurima
e cangiante, di ciascun umano, di ogni donna e di ogni uomo,
non può essere pienamente percepita dall’esterno. E lasciate
che lo dica uno, come me, che ha passato gli ultimi ventisei
anni a fare il ricercatore sociale, ossia a tentare di cogliere
– con tecniche qualitative, quantitative e di altro tipo – le
dichiarazioni e i segnali circa le credenze, gli atteggiamenti,
le emozioni, le passioni, i valori delle persone.
Da qui deriva l’esigenza, anzi l’indispensabilità di guardare
alla persona dal punto di vista della persona stessa,
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di ricorrere all’auto-immagine, all’“inside”, ad una sorta di
autoscatto.Qualcuno, mi immagino, obietterà: ma la
percezione che ciascuno di noi ha di sé è distorta. La
risposta è: certamente sì. Ma con l’aggiunta che non meno
distorta è quella di chi pensa di interpretare dall’esterno
ciò che reputa oggettivo ed invece è tutto e solo soggettivo.
Insomma, per tornare a capire la società, il bosco, dobbiamo
riportare il pendolo dalla parte degli individui, dei singoli
alberi; e per rivendicare – come tutti fanno – la centralità
del cittadino e del consumatore, vale la pena di guardarlo
meno da fuori e di ascoltarlo, meglio di spingerlo a
descriversi da dentro. Poi, senza dubbio, bisognerà tornare
a produrre modelli interpretativi complessi, che restituiscano
senso alle vicende individuali e ritrovino leggi statistiche e
modelli esplicativi dell’agire umano.
In questo momento storico OC&M, guidata da Natale
Accetta, con la sua consueta originalità presenta il progetto,
io sono... IO VIVO: è ora di previlegiare gli “ii” e il punto di
vista, l’autoscatto, di ogni singolo “io”. Le prossime tappe
di questo viaggio ci mostreranno la fecondità di un metodo
inconsueto e non banale.
Enrico Finzi
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Il perché di io sono... IO VIVO
Natale Accetta, Presidente OC&M Media e Comunicazione.
Nel nostro lavoro quotidiano, dove Geomediamkt®
è il propulsore della nostra attività di “pianificazione
strategica della comunicazione”, fase a m onte ed
a valle della creatività, stiamo assistendo ad una
sostanziale rivoluzione: il “consumatore” è divenuto
“l’IO consumatore”.
Noi di OC&M rispondiamo a questa sfida non più
limitandoci ad osservare dall’esterno i consumanti
come indifferenziati, bensì il Singolo, l’Individuo
mentre interpreta la sua vita e quindi se stesso.
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OC&M coglie gli elementi spontanei di questa
autosservazione, le modalità di scelta e consumo,
peculiari per territori e culture.
Noi chiediamo: “L’industria è pronta a soddisfare
ciò che l’IO consumatore chiede? I suoi bisogni,
desideri, emozioni… rivolgendosi a lui con la corretta
comunicazione?”
Finalità non ultima di io sono...IO VIVO, è offrire alle
Aziende clienti spunti e riflessioni, canalizzandole
verso soluzioni su misura per la messa a punto di
soluzioni, sia per realtà già immesse nel mercato,
sia per l’individuazione di nuove modalità di offerta,
e quel che conta idonee soluzioni di comunicazione.
Natale Accetta.
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Il consumatore e l’io consumatore
Il consumatore è la persona, il Singolo, l’Individuo.
Cambiano le prospettive, non più la massa,
ma l’Individuo, il Singolo.
“La mente di massa non esiste.
Il pubblico si compone di individui e il processo di
comunicazione attiva un canale preferenziale tra
comunicatore e consumatore.”
( Fairfax M. Cone -1952)
La Rivoluzione Individuale
è cominciata!
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L’Individuo racconta se stesso, osserva se
stesso
“Scatta immagini” della sua vita,
dei suoi bisogni, dei suoi
desideri, emozioni
L’Individuo è sempre al centro…ma in
modo diverso: è attivo.
L’epoca del consumatore passivo è
tramontata.
L’individuo diventa l’attore dei propri consumi.
Emerge la spontanea volontà di agire e
di partecipare, da oggetti e destinatari
si accentua l’essere SOGGETTI ATTIVI.
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Conoscere il consumatore?
Cosa vuol dire?
Non ci si può basare solo sulle ricerche dimenticando
la dimensione psicologica, l’io, il singolo, ne deriva
un ritratto monco, non sufficiente per commentare
le sue scelte di consumo.
“Una cosa è parlare, ad esempio, sia pure con i necessari
approfondimenti di una bevanda rivolta ai giovani nel corso
di un’intervista. Un’altra, ben più significativa, è osservare in
una discoteca o in un locale di tendenza i comportamenti, le
modalità di consumo, il linguaggio usato, le relazioni
interpersonali attivate legate al bere, al mangiare, alla società,
rilevare senza interferire come avvengono le scelte”.
La conoscenza del consumatore è “un pianeta
ancora inesplorato”.
“Consumatore postmoderno. Individuo più esigente,
scaltro, selettivo, autonomo, proattivo….un nuovo
linguaggio che occorre conoscere”(G. Fabris)
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