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Proverbi siciliani e altolesi

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Proverbi dialettali siciliani e altolesi
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I PROVERBI SICILIANI
Prefazione
Messina 19/04/2012
L'autore Salvatore Scionti, nato in un villaggio (Altolia) da papa Giuseppe e mamma Antonietta, a sud della
splendida citta di Messina nel 1972; precisamente il 19 giugno, pensa che la sua citta e sempre splendida,
incastonata nell'area suggestiva e unica dello stretto omonimo ma che sta scivolando sempre piu nel baratro, un
po' come tutta Italia, in realta Messina e la tredicesima citta metropolitana d'Italia ma solo sulla carta, invece si
ha la sensazione che la citta, sembra essere sempre piu vicina all'Africa che all'Italia, in tutti i sensi. Molte realta
industriali, commerciali e artigianali si sono estinte; disgregazione sociale, servizi carenti, percentuale di
disoccupazione fra le piu alte d'Italia. E' come se ci fossero dei potenti, una casta nella casta, tanto da annichilire
la volonta di quasi 250 mila messinesi, la maggior parte fatta di gente pragmatica, e come quasi facesse piacere
che la citta dovesse rimanere cosi per com'e. I nostri politici? Chi li conosce! Si ricordano di noi nel periodo
elettorale, intanto per noi comuni mortali i giorni sono tutti uguali, si arranca per arrivare alla fine del mese." il
futuro e buio e tanti giovani vanno via, talvolta perfino all'estero, a cercare il sogno della propria vita: un lavoro!
Per favore Messina svegliati, da questo torpore pessimista che ti opprime tu che ne hai viste di tutte: terremoti
del 1783, 1908, seconda guerra mondiale; risorgi da questa crisi, da questa oppressione fatalista e regala ai tuoi
figli tutto il tuo splendore, la tua ricchezza, la tua potenza quale grande porto di mare del Mediterraneo tu sei."
L'autore, siciliano doc, non vuole essere ne presuntuoso ne saccente, ma con molta umilta vuole mettere in
risalto tanti proverbi siciliani e altolesi, oggi dimenticati quasi da tutti specialmente dai giovani che nemmeno li
conoscono. Loro hanno altro cui pensare! Tranne gli anziani che sono rimasti e che a tutt'oggi sono una grande
risorsa. Proverbi sentiti dal papa Giuseppe, e a sua volta da sua papa, proverbi tramandati di generazione in
generazione; parole semplici aforistiche, metaforiche ma di grande sostanza. I nostri avi non erano persone
erudite, tutt'altro persone semplici che vivevano la giornata; forse hanno creato questi proverbi, sulla loro pelle,
la loro vita e a cio cui erano sottoposti giornalmente, gli imprevisti quotidiani, le umiliazioni, le delusioni, le
sofferenze. L'autore vuole entrare in punta di piedi e spolverare, una identita, quella siciliana, non e plateale
parlare il dialetto altre regioni lo parlano, si pensi alla Sardegna, Calabria, Campania, Puglia e a tutte le regioni
d'Italia, noi siciliani non siamo un popolo di ignoranti o di analfabeti; anche se le statistiche dicono il contrario,
basti pensare ai figli della nostra Sicilia: Salvatore Quasimodo premio Nobel per la letteratura, grandi Autori e
Poeti siciliani come Verga, Pirandello, Sciascia, Bufalino, grandi Scienziati e Statisti: Gaetano Martino, fisici
Maiorana, ma anche Maurolico, Pugliatti, Seguenza, La Farina, Cannizzaro e tanti altri che hanno fatto cosi
grande la nostra amata terra, la piu grande isola del Mediterraneo, con il simbolo del Triscele, l'essere con tre
gambe. Ci invidiano persino i fratelli Fiorello, che negli anni si sono ritagliati una grande fetta nel mondo dello
spettacolo e Fiction; uno un grande showman e l'altro un grande attore; ma non dimentichiamo tanti altri: da
Pippo Baudo a Michele Guardi, Lando Buzzanca, Pino Caruso, Andrea Tidona, da Adolfo Celi a Maria Grazia
Cucinotta a Frassica, Sperandeo, Burruano, Ficarra e Picone, Benigno, la Torrisi, la Mannino, la Chillemi, la
Tabita, Crespi, Lo Verso, Lo Cascio, Caprino e tanti altri non me ne vogliano perche sono tantissimi. Al nord
dicono che siamo un popolo ospitale, solo quando vengono per le vacanze, poi per loro siamo solo terroni, un
popolo che vive sulle loro spalle! Mentre la genialita e l'intelligenza abbondano nelle nostre teste, pero forse c'e
qualcosa che ci inibisce, pensiamo che gli altri ci possano schernire, come se per loro siamo rimasti a cento anni
fa, gli uomini con la coppola e le donne tutte vestite a lutto. Noi siamo una grande popolo, e abbiamo la nostra
storia, la nostra identita. Evviva la Sicilia, Evviva i siciliani!!!!!!!
Ecco i proverbi
* "L'amicu chi tinia tirava cchiu pi iddu ca pi mmia". (L'amico che avevo era un egoista.)
. * "Sugnu di Milazzu comi vidu fari fazzu". (Come si comportano gli altri, mi comporto di conseguenza)
* "I soddi du puvireddu sunnu comi a fogghia du rruuleddu". (i soldi del povero, durano come quando

si accende una fogliolina secca di quercia; cioe pochissimo.)
* "Petra chi non fa lippu sa tira u ciumi". (trad. metaf. pietra che non fa l'alga se la porta via il torrente,
che non e stabilmente assestata nell'alveo del torrente; sta a significare individuo instabile son percorrera
lunga strada nella vita.)
* "Caliti iuncu ca china passa". (Abbassati giunco che passa la piena, il giunco e una pianta tipo vimini
che cresce negli alvei dei torrenti, si usava una volta per fare recipienti anche per alimenti; il proverbio
suole significare che talvolta nella vita non e bene reagire subito, ma aspettare il momento opportuno.)
* "Nenti avia e nenti aiu di unni vinni mi nni vaiu". (Non avevo niente e non ho niente, da dove son
venuto me ne vado.)
* "Cu avi soddi picca sempri cunta, cu avi a muggheri bedda sempri canta". (Chi ha pochi soldi li
conta sempre, chi ha la moglie bella canta sempre.)
* "A schizzera peccia a petra". (la goccia d'acqua che cade sempre in un punto buca la pietra.)
* "U pani du guvernu e picca ma e eternu". (L'impiegato statale guadagna poco ma e per sempre.)
* "Munti cu munti non si scontrunu mai, genti cu genti si scontrunu sempri". (I monti non
s'incontrano mai, ma le persone si possono incontrare; es. il mondo e piccolo.)
* "U Signuri tanti mani i binidici, all'infora du piattu". (Il Signore benedice quando si e in tanti a fare
un lavoro, un'opera; fuori dal piatto perche quando si mangia, se la sbriga da soli.)
* "Fozza di giuvintu e cunsigghi di vecchi". (Forza dei giovani e consigli di vita degli anziani.)
* "Rispammia a tina mentri ie cchina". (La tina: grande vasca dove veniva messo il mosto durante la
pigiatura dell'uva; risparmia qualcosa mentre ne hai in abbondanza.)
* "O fotti cu funnu pari, non c'e cchiu cuffari". (Quando appare il fondo di un recipiente, quello che
c'era dentro e finito e quindi non c'e piu nulla da fare.)
* "U malu ferru su mancia a mola". (Il ferro cattivo verra consumato dalla mola: pietra che serve ad
affilare lame, coltelli etc. Il cattivo individuo entrera ed uscira sempre dal carcere.
* "Fabbrichi e liti pruvati e viditi". (Lavori edili in casa; e liti giudiziarie provare per credere)
* "Chiddu ca panza china non cunsidira a chiddu ca panza vacanti". Quello sazio non considera quello
affamato. L'individuo ricco non considera il poveraccio.
* "Bon tempu e malu tempo non dura sempri un tempu". Buono e cattivo tempo, nella vita non sara
sempre uguale l'uno o l'altro.
* "Mali fai e mali aspetti". Chi fa del male nella vita, aspetti solo male
* "Cun itutu i meli si pigghianu tanti muschi, cu na butti d'acitu mancu una!" (Metafora) Con un
dito di miele si pigliano tante mosche, con una botte d'aceto nemmeno una. Significa che ponendosi al
prossimo con rispetto e dignita si ottiene tanto, viceversa ponendosi con arroganza, si ottiene poco o
niente.
* "Cu scecchi caccia e fimmini cridi facci i paradisu non nni vidi". Chi scaccia asini e crede alle donne,
non vedra mai il paradiso. Paradigma di Adamo ed Eva la donna che trascina l'uomo nel peccato

* "Quannu dui si vonnu centu non ci ponnu". Quando due persone si amano, cento persone non possono
nulla per ostacolarli.
* "Facci chi non cancia culuri o bribbanti o tradituri". Individuo che il viso non cambia colore o e
birbante o traditore.
* "U triulu nzigna a cianciri". Il lamento impara a piangere, Necessita va virtu
* "La fimmina megghiu mi vali ca mi potta". La donna, la moglie meglio bella, intelligente, scaltra
anziche ricca e gallina.
* "La virita si sapi d'imbriachi e di picciriddi".. La verita si sa dagli ubriachi e bambini.
* "Tanti su i nchianati, tanti su i scinnuti". Nel mondo come nella vita ci sono salite e discese.
* "Pani i putia e vinu i tavenna amara dda casa chi si guverna". Pane da bottega e vino da taverna, la
casa mal si governa. (Es. una volta si comprava poco o niente, il pane, il vino e tante altre cose si
producevano in casa.
* "L'omu ca navi e a fimmina ca scoccia e nucidda". La donna e da sempre buona amministratrice.
* "I soddi du rispammiaturi si mancia lu sciampagnuni" I soldi del risparmiatore li spende lo
scialacquone.
* "La gilusia e la camula dill'amuri. La gelosia e il tarlo dell'amore.
* "Fai beni e scodditi, fai mali e pensici" Fai del bene e dimentica, fai del male e ricordalo.
* "Cu soddi e micizia ci va in culu a giustizia". Soldi e amicizia vinci la giustizia.
* "Fa l'arti chi sai, si nun arricchisci camperai". Fai il mestiere che sai, se non arricchirai, vivrai
* "Cu paga avanti si mancia u pisci fidenti". Chi paga prima mangia il pesce marcio.
* "Cu s'innamura di capiddi e di denti non s'innamura i nenti". Chi s'innamora dei capelli e dei denti
non si innamora di niente, nel senso la bellezza non e tutto per l'amore.
* "Diu mu nni scanza di culi arrinisciuti". Dio ne scansi dagli arrivisti.
* "A lingua e senza ossa, ma rrumpi l'ossa" La lingua e senza ossa ma, rompe le ossa; significa che con
le parole si puo ferire o offendere di piu di ogni altra cosa.
* "Mali non fari paura non aviri". Quando non fai del male a nessuno, non hai nulla da temere.
* "All'aria aperta non c'e paura i tronu". All'aria aperta non vi e paura dei tuoni; quando non si ha nulla
da nascondere, si puo gridare ai quattro venti le proprie ragioni.
* "Megghiu cusa, ca se sapia non vali nenti" E' meglio chissa, che se avessi saputo, non vale niente;
nelle scelte della vita chissa e futuro, se avessi saputo e passato e quindi non si puo piu cambiare.

* "Comi non voi pi ttia non fari ad autri". Come non vuoi per te non fare male agli altri.
* "L'omu di mala crianza chiddu chi fa, pensa". L'uomo stolto, il male che lui fa, pensa che lo facciano
pure gli altri, e quindi e sempre prevenuto con tutti.
* "A matinata fa a iunnata". Il mattino presto s' inizia a lavorare e la giornata e definita.
* "Tali vigna tali magghiolu, come e a mamma e lu figghiolu". La vigna e il suo ramo, somiglianza
come mamma e figlio.
* "Cu si vesti chi robbi i ll'autri viato si spogghia". Chi si veste con indumenti degli altri si spoglia
presto; significa quando una cosa non e nostra, in qualsiasi momento ci puo essere tolta.
* "L'omu puntuali e patruni da sacchetta i ll'autri". L'uomo puntuale e padrone della tasca altrui; se
qualcuno ci presta del denaro e noi puntualmente lo restituiamo, poi, ce lo prestera di nuovo.
* "U mbrugghiuni avi aviri bona memoria". Il bugiardo, il lestofante deve aver buona memoria, per
saper mentire.
* "U iabbu cogghi e a iastima no". Chi si fa meraviglia di cio che e successo a qualcuno, poi spesso gli
capita, mentre la maledizione che si manda a qualcuno non arriva mai.
* "Misi chi non tiri paga, non spiari mai di quannu veni". Lo stipendio non nostro, e inutile
preoccuparsi quando arriva.
* "Motti e patruni non si sapi mai quannu veni". Morte e padrone o datore di lavoro, non si sa ma mai
quando arriva.
* "U cobbu si fici niru mu si pigghia impicci ill'autri". Il corvo e diventato nero per impiccarsi degli
affari altrui.
* "Megghiu un ionnu a rrussicari chi centu a ngialliniri". Meglio un giorno ad arrossire che cento a
ingiallire, trad. meglio un giorno da leone che cento da pecora.
* "Fimmina cuciniera pigghila pi mmugghera, fimmina piccanti pigghila pi amanti". Donna che sa
cucinare e sfaccendare in casa prendila per moglie, donna piccante prendila per amante.
* "Nta vita non si po' aviri a butti china e a muggheri mbriaca". Nella vita non si puo avere botte piena
e moglie ubriaca.
* "Cu lassa a strada vecchia pa nova, sapi chiddu chi lassa e non sapi chiddu chi trova". Chi lascia la
strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia e non sa quello che trova.

* "Cu iaddu o senza iaddu u signuri u stissu fa ionnu" Con il gallo o senza, Dio fara sempre giorno,
significa tutti siamo utili e nessuno indispensabile.
* "Cu paga a sira e francu a matina" Quando si ha un debito meglio pagarlo subito.
* "Mutta quantu poi, non diri quantu sai" Alza un peso per quanto ce la fai, non dire quanto sai perche
potrebbe essere di piu.
* "U picuraru mmangunaru pi na pidata ni fa un migghiaru" Il pecoraio pigro per non tornare subito
indietro a recuperare la pecora, poi dovra fare molta piu strada.
* "Poviru si ma lurdu picchi" Si puo nascere poveri, ma non sporchi perche c'e tanta acqua per lavarsi.
* "A pulizia e bella, sulu nte sacchetti non e bbona" La pulizia personale e bella, pero non va bene nelle
tasche.
* "Ci sunnu cchiu gghionna ca ruppa i sasizza" Nella vita ci sono tantissimi giorni, piu di quanti nodi di
salsiccia si puo mangiare; nel senso che, se non arrivi oggi a finire, ci sara domani.
* "Cavaddu rossu ti leva du fangu" Cavallo grosso ti leva dal fango
* "Littra e giocu amara a cu nni sapi pocu" Scuola e non saper giocare, male a chi ne sa poco.
* "A ciumara china non passari u primu" A fiume in piena non passare il primo.
* "A buccuzza e quanto n'aneddu, si mancia a navi cu tuttu u putteddu" La boccuccia e come un
anello, ma nel corso di una vita si mangia una nave col ponte.
* "Cu appi u focu e acqua campau, cu appi u pani muriu" Chi ha avuto il fuoco e acqua e vissuto, chi
ha avuto il pane e morto.
* "A terra non e matrigna, chiddu chi simini cogghi" la terra non e matrigna, cio che si semina si
raccoglie.
* "Megghiu un mastru mu ti mancia cu un mastrittu mu ti rrudica" Meglio dare un lavoro a un esperto
che ad un improvvisato, perche vi costera di piu.

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