Quoque tu, Nichi?
di Enzo Marchetti
In unintervista a Liberazione (dell aprile 2011) uno storico (De Luna), a
proposito della crisi che attualmente caratterizza i partiti tradizionali dice che "la
leadership carismatica non puo essere una soluzione" quanto piuttosto una
scorciatoia. Vien naturale a questo punto la domanda sulle cosiddette Fabbriche di
Nichi Vendola (se siano una risorsa o un problema), circa le quali lintervistato
candidamente confessa: "non so neanche in cosa esattamente consistono". Noi,
con gli occhi rivolti a sinistra, lo salveremo da tanta incertezza col farci portavoce,
anche se non richiesti, della magistrale lettura proposta da O. Romano.
A quanto ne dice questultimo, le Fabbriche per Vendola sono "il futuro mentre i
Partiti (il suo compreso, Sinistra Ecologia e Liberta) sono il vecchio. Dunque
semplici postazioni transitorie ... un prototipo delle forme di aggregazione politica
che si annunciano in Occidente e che promettono di monopolizzare anche il campo
del socialismo europeo, ultimo avamposto della tradizione democratica".
Nellattuale contesto mediatico lelemento passivizzante costituito dalla TV e dal
grado zero dellindividuo-spettatore va distinto dal suo contrario atto a sollecitare la
partecipazione e limpegno. In tal caso la domanda da porsi e se il contenitore sia in
grado di ospitare "un soggetto sempre piu individualizzato ed autonomo" e se si
incrementa in questultimo "la consapevolezza e la sovranita sul proprio mondo" (O.
Romano). Sotto questo profilo le Fabbriche di Nichi costituiscono un caso
interessante di aggregazione politica post-moderna
La cosiddetta Fabbrica Zero (il quartiere generale ubicato al centro di Bari) ha per
"unico committente Vendola" talche la Fabbrica zero diventa la fabbrica Tutto.
"Vendola non batte tutte le piazze di Puglia, non visita le sedi dei partiti, delle
associazioni, le Fabbriche nascono per germinazione dal centro. La vocazione
qualunquistica soprattutto dei giovani internauti che le frequentano li porta a "farsi
sedurre" dal personaggio Nichi Vendola, un possibile antagonista di quel Berlusconi
che essi sono abituati a sbeffeggiare tramite le pratiche di polbusting ma che
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contemporaneamene attinge alle medesime risorse carismatiche dellavversario".
Disfatto un Berlusconi se ne fa un altro. Se Berlusconi e vincente tramite le 5
televisioni e mezzo che possiede, Nichi lo sara tramite il web.
La fabbrica e una metafora i cui naturali soggetti, gli operai, stanno a un livello
orizzontale a cui Vendola non scende piu: "la sua figura diventa doppiamente
orbitale sia per il tramite della virtualizzazione operata dal web e dai media
generalisti sui quali e sempre piu presente, sia attraverso le sue apparizioni sopra i
palchi delle grandi adunate. In ogni caso egli non e piu avvicinabile, rifugge da
quella orizzontalita carnale grazie alla quale tempo prima era riuscito a sbeffeggiare
limmagine del suo avversario Raffaele Fitto. Gli eventi elettorali vengono
caratterizzati alla maniera americana dalla sparizione delle bandiere e dai cartelli
"Vendola for President".
Le Fabbriche intanto "si caratterizzano, rispetto ai vecchi comitati (elettorali) per
unestetica forte e omogenea fondata sullo sviluppo di un vero e proprio brand con
annesso merchandising per lautofinanziamento (passando dalle classiche magliette
alle borse per mare ecc.).
Le Fabbriche sono centinaia ma "non e possibile calcolare quanti siano gli operai
che vi aderiscono...molte hanno chiuso i battenti dopo le elezioni".
Tutto e personalizzato. Cio che conta e il carisma del capo, che e in linea con le
tendenze del tempo cioe con "un tratto cesaristico tipico della cultura di destra che
viene trasferito senza imbarazzi dentro lo schieramento di sinistra e mal si concilia
con la stessa ideologia di fondo dei partecipanti".
Nella sostanza, pare piu utile ricorrere alla metafora della marionetta piuttosto
che a quella di operaio, onde significare un rapporto rigorosamente piramidale tra i
pupi di legno e il puparo il quale - lui solo da solo - stabilisce un progetto che non
proviene dal basso. Anche le strategie sono un possesso carnale (cosi dice il
Romano) del vertice in un contesto del tutto privo di interazioni tra le dramatis
personae. La mediazione dei Partiti e un reperto dantan, stante anche il fatto che -
come ha detto il Sindaco di Bari (M. Emiliano sul Corriere della sera del 4-2-2011)
gli assessori regionali "non contano niente" - a sua volta lintero staff non svolge
alcuna opera di mediazione, costituito come di "consulenti gravitanti allinterno degli
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assessorati piu significativi, di liberi professionisti che intestano allente una quota
consistente delle loro parcelle, nonche di membri di societa e associazioni che
lavorano con soggetti finanziati dalla Regione" (Romano). In uno schema che
elettoralmente ci appare come la continuazione della guerra con altri mezzi, cioe di
una continuita che si impone "in nome - cosi dice Romano - dellimprinting
emergenziale", lo staff "raccoglie tutte le suggestioni che emergono e... si detiene
una sovranita indiscussa sulle scelte... lultima parola spetta sempre a
Vendola",anche perche i componenti lo staff "non hanno attraversato stagioni
formative di particolare rilievo o gavette di retrobottega. Lo schema - sottolinea
lautore - "ricorda da vicino la logica aziendale utilizzata da Berlusconi alle origini
del suo movimento politico: gli uomini piu vicini al Cavaliere giocavano spesso il
doppio ruolo di dirigenti Fininvest e di quadri di Forza Italia. La differenza e che in
questo quadro il serbatoio da cui si attinge non e unazienda privata ma un ente
pubblico, sostenuto dalla fiscalita generale. Essendo un organismo informale non
disciplinato per statuto, ne eletto grazie a procedure democratiche, lo staff e di fatto
inamovibile".
* * *
Il De Luna e uno storico di mestiere , gli puo rimanere quindi un qualche dubbio
circa le Fabbriche. Se possano essere degli "elementi di cooptazione di un ceto
politico molto tradizionale" oppure "un modo di selezione della classe politica con
percorsi di identificazione diversi da quelli sperimentati sinora". "Allora in tal caso -
dice - saro favorevole".
Poiche il discorso politico altro non e che il discorso sulla rappresentanza, il
contributo di O, Romano (su Liberazione del 27-2-2011) si presenta ancora una
volta pregevole a cominciare persino dal titolo in apparenza oscurato dalla
contraddizione (Partecipazione senza democrazia). Le Fabbriche qui "mostrano il
legame profondissimo che esiste tra lideologia dellautodeterminazione e il dilagare
del leaderismo", il che ribadisce lossimoro di un soggetto autonomo ma privo di
autonomia, privo cioe di "consapevolezza e sovranita sul proprio mondo". Una volta
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indicata ai soggetti la strada della "evacuazione dal potere" in che consiste e dove
sta "il collante comunitario"? Che cose che tra loro "ri-lega i partecipanti"? , Sarebbe
il caso di dire sotto il vestito niente cosi come suona il titolo di un film di successo
dedicato alle indossatrici; si tratta di narrazioni atte a sottendere fatti reali come
quello di sottrarre il potere ai soggetti di una comunita democraticamente costituita.
Nella convenzione barese delle Fabbriche, ad esempio, Vendola "ha avanzato la
propria candidatura alle primarie del centrosinistra, senza passare al vaglio degli
organismi dirigenti del partito". Questo significa che il gruppo dirigente non e quello
uscito dal congresso bensi "quello attorno al Capo nella sua associazione".
Insomma: ghe pensi mi e meno male che Vendola ce.
La concretezza dei fatti evoca un fattaccio quale e quello descritto in un
opuscolo su Il San Raffaele del Mediterraneo (di Nino Sangerardi) in cui si narra di
una serie di Ospedali pubblici di Taranto soppressi (con relativo numero di posti
letto), per far fronte ad una "raffaelizzazione" privata estensibile alluniverso ispirata
ad un San Raffaele di Milano, pensato, fondato e gestito da un prete notoriamente
famigerato. Nel caso nostro ovviamente gestito coi soldi del contribuente pugliese. Il
Sangerardi, che fa il giornalista, racconta senza smentite di sorta una dichiarazione
di Vendola in cui il Governatore pugliese dice di essere: "comunista,. cattolico,
omosessuale, ludico, anarchico, narcisista". E tutto vero specialmente per quanto
riguarda il cattolico e il ludico (gioca con lorecchino, non se la toglie neppure
quando si mette a recitare nella parte di Masaniello). Scambiandosi i complimenti,
gioca egli infatti con un don Verze molto noto alle cronache giudiziarie: se il prete
dice di essere "favolosamente colpito, quasi fulminato dalla personalita e dallo
spessore umano di Nichi Vendola", questi risponde che don Verze "e personalita di
notevole spessore umano". Infatti il prete era stato sospeso a divinis da un Papa
(ex Cardinal Montini di Milano), che laveva ammonito cosi: "occupati dei
sacramenti piu che degli affari".
Vendola e uno di quelli che... Santo subito. Ha appreso da Israele "la
trasformazione di aree desertiche in luoghi produttivi e in giardini", un mandare a
spasso le nuvole (O. Romano) che, se non scade in farsa come talora suol fare la
storia, puo finire in tragedia diplomatica in quanto coinvolge,oltre Israele e la Puglia
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di Vendola, la Palestina, la Siria, il Libano, lEgitto e l Albania. Ed infatti quello che
egli indica come "il confrontarsi col tema mondiale (corsivo mio) del governo del
ciclo dellacqua, dellenergie, dei rifiuti con pratiche di avanguardia" riviene "dalla
distruzione sistematica di intere aree di territorio della Cisgiordania, occupate
illegalmente da Israele attraverso la costruzione di insediamenti e di infrastrutture
statali spesso utili soltanto a separare scientificamente i villaggi abitati dai
palestinesi e a deturpare lambiente". Il tutto detto su Liberazione del 5-3-2011 a
firma di uno specialista fortemente titolato come sarebbe il prof. Raffaele Porta,
ordinario di Biochimica allUniversita di Napoli Federico II. Ce di piu in un commento
da cui traspare che Vendola "fa finta di non sapere che Israele ha trasformato i
deserti in giardini grazie al furto sistematico e costante dellacqua del popolo
palestinese (valle del Giordano), della Siria (alture del Golan).e del Libano (area
delle Fattorie del Sahara)".
E una posizione che, una volta pubblicata su Liberazione, sembra ispirare una
signora, Miriam Marino che on line si dichiara (30-4-2011) ebrea doppiamente
indignata dalle dichiarazioni filo-Israele di Vendola. Ella contesta al Governatore
della Regione Puglia di non conoscere "le leggi razziste (sic) di Israele" e di non
sentire alcuna "ripugnanza" per esse, di non sapere che i "maggiori promotori della
antisemitismo sono proprio gli israeliani e i sionisti che da sempre promuovono
lantisemitismo e lo sono essi stessi talvolta". Gli ebrei invece per la signora "non
sono tutti sionisti e si battono per la giustizia e la liberta di tutti oltre che per
mantenere la propria dignita". Da qui lindignazione quale discende dalle
dichiarazioni allucinanti che" tu, caro Vendola - cosi dice - hai rilasciato incontrando
lambasciatore di quel paese razzista e di apartheid che e Israele. E di tutta
evidenza che tu esprimi egregiamente quel crollo di valori di giustizia, umanita,
liberta che investe i partiti di sinistra". Il merito - ove si guardi al rapporto con
lideologia che lo presiede, nonche a quello tra le scelte e il territorio che le
subisce - risulta in una forma di colonialismo assolutamente inedita e paradossale
"in un paese che si confronta col tema mondiale del governo del ciclo dellacqua,
dellenergia, dei rifiuti con pratiche di avanguardia". Infatti limperversare dei coloni
israeliani nei territori palestinesi fa in modo che, mentre questi ultimi "non possono
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usare lacqua che scorre sotto i loro piedi", mentre animali e uomini deperiscono", i
coloni "che hanno a disposizione sei volte la quantita dacqua rispetto ai palestinesi,
nuotano nelle piscine"; lo stesso vale per lenergia elettrica, di cui i palestinesi ,
"circondati di colonie ed aree militari vedono passare soltanto i fili"; per non dire
dellinquinamento apportato dalle fabbriche dei coloni "assolutamente prive di
vincoli, di modo che le acque di scolo e i rifiuti vengono gettati nei villaggi
palestinesi"
La parte avversa trova utile usare per Vendola la formula di prono al sionismo
e di sinistra geneticamente modificata (OGM). Fatta una tara pero delluso
strumentale che se ne puo fare, non ci dovrebbero essere dubbi su quelle lettere di
compagni di indiscutibile affidabilita che iniziano con Caro Nichi e che, essendo
lettere aperte, portano il titolo di "Quoque tu, Nichi ?". Scrive infatti Luisa Morgantini
(ex Vice Presidente del Parlamento europeo in quota Rifondazione Comunista):
"Caro Nichi, dicci che non e vero e che e stato un terribile equivoco ... noi
comprendiamo le ragioni che ti spingono a parlare con lambasciatore di uno Stato
che pratica lapartheid, ma e davvero necessario sposarne e diffonderne la
propaganda?". La lettera della Morgantini, si, e stata presa da un giornale
notoriamente di destra (Libero) cosi come e di destra la furbizia del commentatore
nel chiedersi "chissa come si sentiranno gli altri che hanno aderito alla
manifestazione (Rosy Bindi e Vincenzo Vita del PD, Leoluca Orlando e Luigi De
Magistris del IDV). Ma della stessa perplessita dovrebbe a fortiori farsi carico
lintera sinistra. anche di fronte allinsistere di SEL sulla richiesta delle primarie,
di una pratica del tutto estranea alla nostra cultura. di cui per altro nessuno,
allinfuori di Nichi, sente lurgenza
* * *
. Cio che motiva il Vendola riconosce la Morgantini - e la ragione di Stato, son le
esigenze della diplomazia, Si, ma: se chi le racconta e un poeta, uno che sa fare
buon uso delle metafore? Uno che quanto piu in alto si spinge col suo narcisismo,
tanto piu innalza il proprio carisma? Va cosi forte con le metafore il Vendola da
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poter affermare che quelle che si tengono nei partiti altro non sono che patetiche
riunioni di condominio e che, pertanto, i Partiti stessi sono tenuti a fare come fa il
seme che, per sopravvivere, deve morire in quanto tale.
In occasione del viaggio con cui Nichi inauguro il suo flirt americano
(chiacchierato non solo per i suoi costi), l opposizione trovo il modo di consigliargli :
"il governatore si dedichi un po al governo del territorio", ma egli, anziche farsi il giro
per i condomini preferi un viaggio oltreoceano, che sarebbe dovuto essere fatidico
nelle intenzioni e che, al contrario si limito a contattare cio che resta degli immigrati
italiani di prima generazione mentre dei pezzi grossi che contano - fatta eccezione
per il muscoloso Governatore della California - non si vide neppure lombra. Oggi
pero, malgrado le frustrazioni di questo tipo, il suo narcisismo non demorde se egli,
nelle attuali distrette della situazione non soltanto italiana, insiste nel chiedere le
primarie ai Partiti che compongono la coalizione. Oggi invece, nellostinarsi a
mestare dentro le cose del Mediterraneo con ambizioni globali - ove volesse
instaurare una rapporto piu intimo con la popolazione pugliese ( bistrattata a
tuttoggi dai ticket sanitari, dalle spiagge privatizzate, dalle pale eoliche erette a suo
vanto e a sfregio del paesaggio, dal parco della Murgia eternamente commissariato
o gestito non si sa da chi come e perche, e da altre piacevolezze del genere) - le
proprie chances carismatiche son destinate a scendere piuttosto che a salire.
* * *
La destra fa il suo mestiere, accusa Vendola di tutto e del contrario di tutto. Si
compiace che il movimento antagonista (Freedom flotilla Italia, Forum per la
Palestina, Campi antimperialistici ecc.) lo consideri "un guerrafondaio al soldo della
stella di David" (Libero cit.); sotto la foto del Governatore, bollato come l'Obama de
noiantri, ha diffuso un comunicato con su scritto: "Boicotta Israele!, Boicotta Nichi
Vendola!". E alla sinistra pero che tocca difendersi dalla insistente richiesta di
Vendola delle primarie di coalizione (non si capisce chi va a votare per chi;
mancano di un qualsiasi tipo di legittimazione), una richiesta che parte dal comizio
in Piazza Duomo per la vittoria di Pisapia. E un evento questultimo prodotto da
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Vendola a tutto vantaggio della destra, tante vero che sul Libero dell1-6- 2011
Giampaolo Pansa si lascia immediatamente indurre ad ipotizzare che Nichi "si fara
vedere sempre piu spesso sulla piazza di Milano tanto che il sorridente Pisapia avra
alle spalle - dato che il politico Vendola e aspro e di sostanza maligna, pronto a
disprezzare chi non obbedisce ai suoi ordini - una suocera esigente mai soddisfatta
e capace di carognate a non finire. Lombra di Nichi sara la sua ossessione
quotidiana" (se non lo e gia - bisogna aggiungere - visto che gia subito dopo la
sparata di Piazza Duomo non e mancata a suo carico una diretta tirata dorecchie
da Parte del nuovo Sindaco di Milano: "A Nichi Vendola voglio bene. Ma quando va
in una citta che non conosce dovrebbe ascoltare piu che parlare").E altrettanto vero
che siffatto evento, per laltezza dei toni e per lampia insipienza di idee, ha
rinverdito il pensiero di quelli che, a monte, avevano temuto che la capitale morale
dovesse cadere in mano alle Brigate rosse.
Il risultato elettorale a suo dire dimostrerebbe che "quando il centrosinistra si libera
delle logiche oligarchiche a noi viene un risultato incoraggiante" ed ecco perche,
ritenendosi piu che imminenti le elezioni politiche "il cantiere dellalternativa va
aperto subito con le primarie". Le oligarchie, se abbiamo ben capito, sono quelle che
gestiscono stabilmente le riunioni di condominio costituite dai Partiti, sicche hanno
da essere sostituite dai cantieri, dalle fabbriche che fanno capo allunico,
allautocrate, alla personalita carismatica. Non e vero daltronde che chi passa per le
primarie vince sicuro, come dimostra il caso di De Magistris, come dimostra ancor
meglio il caso di Iglesias dove il centrosinistra ha perso il Comune che amministrava
avendo portato al ballottaggio una candidata di SEL, vincitrice delle primarie. Non si
vuol dire con questo che una qualsiasi coalizione capeggiata da SEL e destinata ad
una sicura sconfitta, come dimostra il caso di Cagliari, bensi che le primarie non
posso essere un fine come piuttosto lo e il programma, la persona che lo produce e
si impegna ad attuarlo.
Cagliari che dal dopoguerra non ha mai avuto un Sindaco di sinistra, verra
adesso guidata dal giovane Zedda, Consigliere Regionale di SEL. Ma non ce chi
non veda che Zedda (vedi il Manifesto del 31-5-2011) "ha rotto tutti gli equilibri di
potere - spesso trasversali - su cui si e retto per decenni il governo della citta
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(edilizia, terziario, burocrazia regionale ecc.). Contro di cio il progetto alternativo di
Zedda articolato in tre punti:
1) valorizzazione della capacita produttive (anche culturali) del luogo
2) utili come altrettante opportunita di occupazione;
3) "fare di Cagliari unarea di scambio e di cooperazione tra le sponde europee e
quelle africane e mediorentali del Mediterraneo".
Se si fissa lo sguardo specialmente sul terzo punto, ci si trova di fronte a un modello
esemplare - lo si chiami cantiere o fabbrica o laboratorio - degno di essere
riportato con le parole dell opinionista (G. Ferris): "si tratta di sviluppare nuovi modi
di realizzare le tradizionali produzioni locali, mettendo in connessione linnovazione
tecnologica con saperi e capacita di antica memoria, Fare di cultura ambiente e
socialita chance di nuovo lavoro significa per Zedda sviluppare attivita di
valorizzazione del patrimonio naturalistico, piani di salvaguardia, ripristino e bonifica
ambientale dei territori piu compromessi, cura per linfanzia e per la terza eta,
assistenza e recupero di persone in condizione di particolare disagio sociale. Il tutto
combinando pubblico e privato e promuovendo la crescita del terzo settore,
dellimpresa sociale, dellassociazionismo, del volontariato solidale". E "aprendo la
citta agli orizzonti del Mediterraneo jn unottica di dialogo e di accoglienza" secondo
unidea che innalza la Sardegna e il Tirreno accanto al basso Adriatico a baricentro
del Continente, in sintonia con due autori entrambi pugliesi, il gia citato Romano ("il
Mediterraneo come crogiuolo di civilta") e il Franco Cassano del Pensiero
meridiano, di un mare "in cui si conserva il segreto della Misura, di quellaccordo tra
uomo e natura che si raccoglie nei miti dei Greci... un pensiero che ha conosciuto il
sole che si interseca al mare, lamore per la bellezza" in contrasto con "linesauribile
desiderio di rivalsa". Son due pugliesi qui due, come lo e Nichi Vendola. Li
frequentasse di piu apprenderebbe cosa vuol dire un suo sodale di SEL (Fava)
quando dice che ci troviamo di fronte ad una "mitologia del terzo Millennio".
Enzo Marchetti
enzo.marchetti30@libero.it
maggio 2011
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