Universita degli Studi di Firenze - Facolta di Economia
Corso di Laurea in Sviluppo Economico,
Cooperazione Internazionale e Gestione dei Conflitti
LOTTA ALLE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI IN NIGER E
CONFLITTO SOCIALE, DI GENERE E INTERGENERAZIONALE
Intervento multidisciplinare nel villaggio di Kosseye - Niamey:
Formazione professionale - Educazione sanitaria
Sensibilizzazione giovanile - Supporto psicosociale
Relazione a cura di Sara Barbanera
Anno Accademico 2010 - 2011
ORIZZONTE DI LAVORO DELL'OPERATORE
Ricerca, progettazione e strutturazione dell'intervento nel contesto locale
INTRODUZIONE
1. ANALISI PRELIMINARE
1.1. La mappa del problema: un approccio multidisciplinare
1.2. Le domande e le chiavi di ricerca dell'operatore
2. DOCUMENTAZIONE CARTACEA
2.1 Il quadro di riferimento: raccolta dati
2.2. Le domande e le chiavi di ricerca dell'operatore
3. RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI SUL CAMPO
3.1 Comprendere il contesto locale: la fase di valutazione
3.2 La dimensione partecipativa: la cornice delle interrelazioni fra fiducia e neutralita
3.3 La dimensione psicosociale: per un nuovo modello psicologico di assistenza
umanitaria
4. ABSTRACT DELL RELAZIONE
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INTRODUZIONE
L'analisi di seguito propone l'esame di un progetto di lotta alle mutilazioni genitali femminili da
implementare in un villaggio del Niger (Kosseye - regione di Niamey) attraverso un intervento
multidisciplinare articolato su tre piani paralleli: attivita di educazione sanitaria alla popolazione,
formazione professionale per le donne che rinunciano al mestiere e al ruolo di "mutilatrici per
tradizione ("excisseues") e attivita di sensibilizzazione del pubblico scolastico e di giovani del
villaggio. Destinatarie dirette del progetto sono proprio le mutilatrici, le quali vengono "dissuase"
dal proseguire la loro attivita attraverso la proposta di una professione alternativa per la quale
vengono formate. Contemporaneamente, il progetto si rivolge alle donne e alle bambine del
villaggio che hanno subito mutilazioni, per recuperare la dimensione di dignita femminile e
autoconsapevolezza gravemente danneggiata dalla mutilazione fisica (dimensione psicologica del
progetto): le donne vengono inserite in gruppi di ascolto e confronto, con attivita formative (sul
piano medico) e espressive, per poterle avviare su percorsi di autonomia, tanto personale quanto
professionale: anche a loro viene infatti proposto un piano di formazione lavorativa perche
possano consolidare la loro indipendenza dalla famiglia e dal clan o possano essere esse stesse
promotrici di un cambiamento all'interno del villaggio. Infine, il progetto prevede attivita ad ampio
raggio, indirizzate soprattutto al target giovanile e scolastico, per produrre un'evoluzione dei
modelli culturali alla base dell'ancora marcato fenomeno delle MGF.
Intento del lavoro e quello di immaginare come un operatore puo muoversi all'interno di una realta
sconosciuta nella quale dovra implementare un progetto articolato su piu piani e su una tematica
complessa; solo in apparenza, infatti, il tema delle mutilazioni genitali femminili riguarda un ambito
personale e solo riservato al mondo femminile.
L'analisi che segue mostra che il tema e indagabile a tutto campo ed e fortemente intrecciato a tutti
i livelli del contesto locale, da quello economico locale a quello culturale, fino a toccare il tema
delle differenze di genere e della tutela dei diritti, interpretabile in chiave piu ampia o addirittura
internazionale. Il tema quindi si rivela complesso e sfidante, in quanto richiede all'operatore di
partire da un lavoro di analisi generale fino a scendere al particolare delle relazioni interne al
villaggio. Relazioni che innescano peraltro vari tipi di conflitto con i quali l'operatore dovra
confrontarsi: da quello piu visibile fra uomo e donna a quello intergenerazionale padri - figli, fino ad
un piano piu ampio che tocca i temi dello scontro fra modernizzazione e valori occidentali e
conservazione, incarnata dalle gerarchie e dalle regole di clan e di comunita di villaggio.
Il lavoro dell'operatore e suddiviso quindi in due macro fasi: nella prima, anche a distanza,
l'indagine e di carattere generale e finalizzata alla ricostruzione di una "scheda paese" funzionale
agli obiettivi specifici del progetto. La seconda fase vede invece l'operatore gia impegnato sul
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campo, con un'attivita che va dall'ambientamento nel contesto locale urbano, alla ricerca di
riferimenti istituzionali sul terreno, fino al contatto diretto con la popolazione e all'individuazione
delle figure chiave intorno alle quali puo giocarsi il successo o l'insuccesso del progetto.
In fase di strutturazione del progetto l'operatore pianifica le proprie fasi di attivita di indagine, a
partire da un inquadramento generale del problema delle mutilazioni, per passare ad un'analisi del
Paese Niger, per mettere a fuoco infine la specifica realta del villaggio dove verra implementato il
progetto.
La costruzione del proprio orizzonte di lavoro include le fasi preliminari di documentazione su carta
e a tavolino, per poi entrare nel vivo del contesto con la parte di documentazione in loco e di
contatto concreto con la realta del singolo villaggio.
Le varie fasi del piano di lavoro sono presentate di seguito, con le relative domande e questioni
sulle quali l'operatore dovra interrogarsi prima di entrare nel vivo dell'attuazione del progetto.
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ABSTRACT
Obiettivo del presente lavoro e quello di ricostruire le tappe di pianificazione e strutturazione di un
progetto finalizzato alla tutela di diritti umani quali quelli legato all'integrita fisica, psicologica ed
esistenziale della persona.
Nell'immaginare come nasce un progetto di questo tipo, l'operatore attraversa varie fasi in cui si
pone alcune domande e cerca le risposte in vario modo (a distanza, sul campo) e con varie
modalita (documentazione cartacea, conoscenza del contesto, contatti interpersonali). Il percorso
di ricostruzione dei passaggi vede muoversi l'operatore in diversi ambiti, alla ricerca di dettagli ma
soprattutto di chiavi di lettura del contesto, esaminato da una prospettiva multidisciplinare, quindi
complessa ma anche ricca di sentieri che l'intervento di propone di esplorare.
Gli elementi essenziali, assi di tutto il percorso dell'operatore, sono soprattutto due: da un lato la
multidisciplinarita del progetto che include la prospettiva socio - economica, sanitaria ed educativa;
dall'altra, la capacita dell'operatore di porre in relazione i dettagli teorici con l'osservazione
empirica e di leggere in modo integrato gli elementi esterni al contesto specifico con quelli rilevati
all'interno della comunita. Cio permette di operare in chiave micro, pur considerando il caso
singolo come dinamica di un fenomeno macro che ha rilevanza addirittura mondiale. Allo stesso
tempo, la forte valorizzazione del contatto con la popolazione locale evita l'errore di "progettare a
tavolino", ignorando le specifiche esigenze degli attori coinvolti dal progetto.
Infine, l'ultimo elemento che caratterizza il progetto e l'approfondimento della dimensione
psicologica dei singoli attori e dei contesti collettivi coinvolti.
Questa dimensione profila nuove possibilita ed orizzonti per l'intervento di assistenza e/o sviluppo
di comunita: anziche rendere piu labili e soggettivi gli ambiti di intervento, la chiave psicologica
rinforza le ambizioni del progetto. Ampliando i confini di un progetto tecnico e standardizzato, la
chiave psicologica puo trasformare l'intervento in un'operazione mirata, tagliata "su misura"
rispetto agli attori che la agiscono (e non la subiscono). Il progetto approfondisce il livello di azione
e incisivita, per ambire allo sviluppo del contesto attraverso la tutela e la crescita dei singoli esseri
umani che lo compongono.
Sara Barbanera
Giugno 2011
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